procedimenti legali

Con la sentenza n. 21683 del 23 agosto 2019 la Cassazione ha ribadito la nullità della clausola di lavoro a termine nel caso in cui l’azienda non provi di aver assolto all’onere della redazione del Documento di Valutazione dei Rischi come previsto dall’art. 28 comma 2 del D.Lgs. 81/2008.

La redazione di detto documento è uno degli obblighi di qualsiasi datore di lavoro, pubblico o privato, anche con un solo dipendente; il mancato adempimento di tale obbligo comporta un’ammenda fino a 4914,03 euro.

Con la sentenza in parola la Suprema Corte, nel decidere di un ricorso in tema di ammissione di mezzi istruttori, ha ribadito che l’articolo 3 del D.Lgs. 368/2001 vieta di stipulare contratti di lavoro subordinato a termine per imprese che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi per la sicurezza e salute dei lavoratori, “la cui ratio è diretta alla più intensa protezione dei lavoratori rispetto ai quali la flessibilità d’impiego riduce la familiarità con l’ambiente e gli strumenti di lavoro”.

In conclusione, ove il datore di lavoro non provi di aver provveduto alla valutazione dei rischi prima della stipulazione del contratto di lavoro a tempo determinato, la clausola di apposizione del termine è da considerarsi nulla con la conseguenza che il contratto di lavoro si considera a tempo indeterminato in base agli articoli 1339 e 1419 del codice civile (cfr. Cassazione 13959/2018).

Danilo Gatti

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